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  • Writer's pictureBeatrice Radi

Le Assaggiatrici: la mia recensione

Il romanzo Le assaggiatrici è arrivato nelle librerie nel 2018 grazie alla penna di Rosella Postorino.


Ispirato alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), si tratta di un mix tra documentarismo e fiction.

Il risultato? Un libro che rappresenta la banalità del male, del peso delle proprie scelte e delle situazioni più grandi di noi.

copertina del libro le assaggiatrici

“’Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.’ Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando? La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. […] Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: ‘Mangiate’, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.”


La quarta di copertina del romanzo ne rappresenta lo stile crudo, brutale e asciutto. Una vicenda narrata in un luogo nel quale non vi è traccia di compassione.


La genesi di questo libro è interessante quanto l’opera stessa: Margot Wölk decise di raccontare la propria esperienza come assaggiatrice solo a 95 anni, forse per timore di ritorsioni o semplicemente perché preferiva non ricordare quel buio periodo della sua vita.

In ogni caso, nel 2014, Rosella Postorino lesse l’intervista di Wölk e ne rimase profondamente colpita. Postorino cercò di mettersi in contatto con lei, ma purtroppo la donna morì prima di poterle parlare. Questo non impedì comunque all’autrice di fantasticare sulla storia e di trasformarla in un romanzo nel 2018.


Si tratta, quindi, di un romanzo liberamente ispirato alla vita di questa signora. Non è una biografia o una cronaca storica, ma è comunque capace di rappresentare efficacemente le dinamiche di un sistema abusivo e violento.


Prima di andare avanti il solito disclaimer... Attenzione agli SPOILER!


Mi è piaciuto?


Le assaggiatrici di Rosella Postorino mi è piaciuto molto, grazie a dei personaggi ben costruiti, ma anche alla narrazione avvincente dei fatti.


Rosa è una giovane donna che non può decidere se lavorare o meno per il Führer, ma che non si piega del tutto al ruolo di vittima inerte, compiendo comunque delle scelte per sé. Rosa, infatti, trova una sorta di equilibrio nella normalità della sua vita in caserma e riesce, a suo modo, a trarre vantaggio dalle situazioni che le si presentano.


Sembra contraddittorio: Rosa non ha volontà, eppure riesce a non soccombere del tutto, a ritrovarsi e a riconoscersi come persona e come donna. Grazie alle alleanze che riesce a stringere, è l’unica delle assaggiatrici a riuscire a scappare in tempo dall’armata russa e, molti anni dopo, a essere in grado di raccontare la propria storia.


Al di là della cronaca storica, si tratta, fondamentalmente, di un romanzo sui rapporti umani e sulla capacità di stringere legami anche nei momenti più bui della propria esistenza. Tra le assaggiatrici c’è sia un sodalizio, sia una sorta di rivalità, con la speranza che il boccone avvelenato tocchi a qualcun’altra.


Se da un lato, le donne si supportano, si vogliono bene e si proteggono, dall’altro rimangono estranee l’una a l’altra e non vi può essere rapporto di fiducia tra loro. Rosa non riesce a essere sincera riguardo al proprio rapporto con il tenente, come Elfriede non lo è sulle sue origini.

È un gioco delle parti, nel quale nessuno vorrebbe trovarsi dove sta, eppure non può muoversi.


È un romanzo che consiglio sia per l’interesse dei temi trattati, sia perché è una rappresentazione insolita di un argomento molto utilizzato come quello della Seconda Guerra Mondiale.


***

E voi l’avete letto? Cosa ne pensate? Parliamone nei commenti 😊


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